Venerdì 12 giugno 2026, alle 17:21 ora di New York, il segretario al Commercio USA Howard Lutnick ha inviato una lettera a Dario Amodei. Nel giro di ore, i due modelli AI più potenti al mondo erano offline. Chi aveva premuto il grilletto? L’investitore da 13 miliardi di dollari di Anthropic.
La lettera del 12 giugno e il blackout globale
Il testo era diretto. I modelli Claude Fable 5 e Mythos 5 rientrano d’ora in poi nel perimetro delle export control authorities: nessun cittadino straniero può accedervi, ovunque si trovi — dentro o fuori i confini degli Stati Uniti. Compresi i dipendenti stranieri di Anthropic. Compresi quelli seduti negli uffici di San Francisco.
Anthropic non aveva come distinguere tecnicamente gli utenti stranieri da quelli americani in tempo reale. L’unica strada era spegnere tutto. E così ha fatto: entrambi i modelli disattivati per tutti gli utenti nel mondo, senza distinzione. Chi stava usando le API di Fable 5 o Mythos 5 ha trovato un errore. Nessun preavviso, nessuna email di cortesia.
Come abbiamo raccontato venerdì, il governo USA ha fermato Anthropic con strumenti pensati per tutt’altro. Le export control authorities servono a regolare semiconduttori, chip, componenti militari — hardware fisico. Applicate a un servizio software distribuito via API è, come ha scritto The Hill, un territorio legale che nessuno aveva mai esplorato.
Chi ha chiamato la Casa Bianca giovedì sera
Un passo indietro. La sera dell’11 giugno, Andy Jassy — CEO di Amazon — ha telefonato ai funzionari della Casa Bianca. Aveva un rapporto: i ricercatori di Amazon erano riusciti a forzare Fable 5 per ottenere informazioni utilizzabili in cyberattacchi. Non un’anomalia segnalata in silenzio attraverso i canali tecnici. Una chiamata diretta, con un documento allegato.
Amazon ha versato circa 13 miliardi di dollari in Anthropic. È il principale finanziatore esterno dell’azienda. Fable 5 e Mythos 5 esistono anche grazie a quel capitale. Ma è stata Amazon a mettere in mano al governo il rapporto che li ha fatti spegnere.
Fortune ha ricostruito la dinamica nei dettagli. Le spiegazioni che circolano sono due: obblighi legali di disclosure quando si trova una vulnerabilità con potenziale impatto sulla sicurezza nazionale, oppure un calcolo competitivo su un mercato dove Claude compete direttamente con Bedrock, Nova, Q. Nessuna è stata confermata ufficialmente. Amazon non ha detto niente.
Quello che è successo è che una telefonata di giovedì sera ha prodotto, in meno di 24 ore, un ordine governativo e il blackout dei modelli AI più avanzati disponibili al pubblico.
Amodei: “Non è quello che pensano”
Dario Amodei non ha accettato la versione del governo. La vulnerabilità trovata da Amazon, secondo il CEO di Anthropic, non è un jailbreak — o almeno, non nel senso che la parola evoca. È un bypass circoscritto a specifiche tipologie di prompt. Stretto, limitato, non una breccia aperta nei sistemi di sicurezza del modello.
Il comunicato ufficiale di Anthropic è rimasto sul diplomatico: “We believe this is a misunderstanding and are working to restore access as soon as possible.” Ma la posizione è chiara: l’ordine è sproporzionato. La reazione del governo non corrisponde al rischio reale.
Il problema, ovviamente, è che quella valutazione tecnica non basta a riaprire i modelli. Serve convincere il governo. E il governo, per ora, non è convinto.
Il 15 giugno a Washington: nessun accordo
Lunedì mattina, dirigenti di Anthropic erano seduti nei palazzi dell’amministrazione Trump a Washington. La riunione si è conclusa senza risultati. Entrambe le parti impegnate a trovare una soluzione “il prima possibile”. Tono cordiale. Nessun passo avanti.
Nel frattempo, la situazione si è complicata su un secondo fronte. Anthropic è anche su una blacklist del Pentagono — classificata come entità “too dangerous for government use”. Non solo i cittadini stranieri non possono usare i modelli: non possono farlo nemmeno le agenzie federali americane. Due procedimenti, due ministeri diversi. E Fable 5 e Mythos 5 ancora fermi, cinque giorni dopo la lettera di Lutnick.
La prima volta che un governo occidentale spegne un modello AI
Non era mai successo. Un governo che ordina la sospensione di un modello AI commerciale citando la sicurezza nazionale — non con una legge, non con mesi di audizioni parlamentari — ma con una lettera inviata un venerdì nel tardo pomeriggio. Effetto immediato.
TechPolicy.Press ha parlato di “AI safety playbook mancante”: gli Stati Uniti hanno usato gli strumenti che avevano a disposizione, quelli costruiti per regolare chip e hardware. Funzionano per un software API? Le implicazioni legali non sono ancora chiare, e un eventuale ricorso di Anthropic potrebbe riscrivere il perimetro di questi poteri.
Per chi lavora con queste piattaforme fuori dagli Stati Uniti, la settimana ha lasciato una domanda concreta. Migliaia di sviluppatori europei avevano integrato Fable 5 nei propri prodotti. Servizi interrotti, scadenze saltate, clienti da gestire — senza che fosse colpa loro, senza che potessero fare niente. Se Washington può spegnere un modello con una lettera del venerdì, quanto è solida un’infrastruttura costruita su API americane?
Mistral e Aleph Alpha hanno ricevuto più richieste del solito in questi giorni. Non è un esodo, ma qualcosa si è mosso. La domanda sulla sovranità tecnologica europea esisteva già — adesso ha un caso concreto a cui appoggiarsi.
Al 17 giugno: Fable 5 e Mythos 5 sono ancora offline
Nessuna dichiarazione da Amazon. Nessuna condizione pubblica dal governo per riaprire l’accesso. Anthropic tratta. I modelli restano spenti.
Una telefonata giovedì sera. Una lettera venerdì alle 17:21. Un incontro lunedì senza esito. E migliaia di sviluppatori nel mondo che aspettano di sapere se e quando potranno tornare a lavorare con gli strumenti su cui avevano scommesso.
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