Fino all’11 giugno 2026, il governo degli Stati Uniti non aveva mai fermato un modello di intelligenza artificiale usando le norme sugli export control. Il 12 giugno, il Dipartimento del Commercio ha emesso un ordine e Claude Fable 5 — il modello più potente mai rilasciato al pubblico da Anthropic — è sparito da internet in meno di 24 ore. Otto giorni dopo arriva il primo segnale che la situazione potrebbe cambiare.
Tre giorni di vita, poi il blackout
Anthropic aveva lanciato Claude Fable 5 e Claude Mythos 5 il 9 giugno 2026. Tre giorni. Abbastanza perché la comunità AI iniziasse a testare seriamente i nuovi modelli, non abbastanza per capire davvero con cosa si aveva a che fare. Il 12 giugno, il Dipartimento del Commercio USA ha invocato l’Export Administration Regulations (EAR) e ordinato la sospensione immediata dell’accesso a entrambi. Non solo per gli utenti stranieri: per chiunque, inclusi i dipendenti Anthropic senza cittadinanza americana. Prima volta nella storia che le norme di controllo delle esportazioni vengono usate contro un modello AI.
Anthropic ha definito tutto “un malinteso”, ma ha disattivato l’accesso in poche ore. Nessuna trattativa pubblica, nessuna dichiarazione. Una settimana di silenzio.
Perché Fable 5 ha spaventato Washington
I numeri aiutano a capire. Fable 5 guida su quasi tutti i benchmark che contano: 80,3% su SWE-Bench Pro (il test per la capacità di risolvere problemi reali di ingegneria del software), 64,5% su Humanity’s Last Exam con strumenti attivi, primo posto su OSWorld-Verified, Terminal-Bench 2.1 e FrontierCode Diamond. Non miglioramenti marginali rispetto ai predecessori — salti di categoria.
Ma il punto non è la potenza in sé. È dove eccelle: analisi del codice, ricerca di vulnerabilità software. Anthropic stessa aveva documentato che Claude Mythos 5 — la versione ad accesso limitato — era pensato per cybersecurity avanzata, scoperta di vulnerabilità, progettazione di farmaci, biodefesa. Capacità “dual-use”, nel linguaggio regolatorio: utili in ambito civile, potenzialmente pericolose in quello militare. Soggette a EAR.
Il “jailbreak” che ha fatto scattare tutto
La scintilla, secondo le fonti, è stata la segnalazione di una tecnica per aggirare i filtri di sicurezza di Fable 5. Un jailbreak. Anthropic aveva spedito il modello con classificatori progettati per bloccare richieste legate a cybersecurity, biologia, chimica e distillazione del modello. Il governo ha ricevuto indicazioni che quei classificatori si potevano bypassare.
In condizioni normali, arriva una patch. Quando il modello è soggetto a EAR, arriva uno shutdown globale. La logica è quella che si usa con le tecnologie d’arma: se un prodotto dual-use ha una falla che ne permette l’uso non autorizzato, si blocca tutto finché la falla non è chiusa.
Il 18 giugno: la prima dichiarazione pubblica
Otto giorni dopo il blackout, il 18 giugno 2026, Anthropic ha rotto il silenzio. Chris Ciauri, Managing Director International dell’azienda, ha detto in conferenza stampa: “Siamo molto fiduciosi che nei prossimi giorni i modelli torneranno disponibili”. Non è una data. Non è un accordo firmato con la Casa Bianca. È però la prima cosa concreta che Anthropic dice ad alta voce da quando i server si sono spenti.
Ciauri ha confermato che le trattative con le autorità sono in corso, che la posizione dell’azienda resta quella di un malinteso da chiarire. Nessun dettaglio sulle garanzie tecniche discusse, nessuna finestra temporale precisa. “Nei prossimi giorni” è, per ora, tutto.
Il ruolo di Amazon — ovvero: quando l’investitore frena il suo investimento
C’è una parte della storia che rimane strana da guardare. Come abbiamo raccontato su CurioCrave, il ruolo di Amazon nel blocco di Fable 5 non è secondario: le preoccupazioni espresse da AWS avrebbero contribuito a far scattare l’intervento governativo. Il principale investitore di Anthropic che aiuta a fermare il prodotto su cui ha investito miliardi. Non è una dinamica che si vede spesso.
Oggi scade il rimborso. I sistemi restano offline
Il 20 giugno 2026 — oggi — è l’ultimo giorno per richiedere i rimborsi dei crediti acquistati da chi aveva costruito integrazioni su Fable 5 e si è trovato con tutto fermo dal 12 giugno. Otto giorni di stop per aziende che avevano integrato il modello nei propri processi. Alcune in modo superficiale, altre no.
Il Claude Fable 5 ripristino è diventato nelle ultime settimane il termine più cercato nei forum AI. La risposta ufficiale, fino al 18 giugno, era il silenzio. Ora c’è una promessa, senza data.
Il caso che nessuno aveva previsto
Non era mai successo. Un governo democratico che usa le norme di export control per ritirare un modello AI già nelle mani degli utenti — non per bloccarne l’uscita, ma per farlo sparire dopo il lancio. L’ordine non ha riguardato un prodotto militare o un sistema critico di infrastrutture. Ha riguardato un assistente AI a cui chiunque poteva accedere con una sottoscrizione mensile.
Anthropic deve ora dimostrare qualcosa che nessuna azienda AI aveva mai dovuto dimostrare: che i propri filtri reggono a un attacco mirato, e che il modello può essere distribuito rispettando l’EAR senza spegnerlo per tutti ogni volta che emerge una vulnerabilità.
Quando Fable 5 tornerà — se tornerà nelle prossime ore o nei prossimi giorni come promesso — sarà probabilmente diverso da quello sparito il 12 giugno. La domanda è: di quanto? E soprattutto: chi decide, la prossima volta, dove si trova il confine tra un modello AI potente e uno troppo potente per essere lasciato libero?
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