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John Jumper Anthropic: il Nobel abbandona DeepMind

John Jumper Anthropic: il Nobel abbandona DeepMind

Il 19 giugno 2026, John Jumper ha pubblicato un post su X e nel giro di poche ore il settore non parlava d’altro: lascia Google DeepMind dopo quasi nove anni per unirsi ad Anthropic. La notizia di John Jumper Anthropic, riportata da Bloomberg il 19 giugno, non è un normale cambio di lavoro. Jumper è il ricercatore che ha vinto il Nobel per la Chimica nel 2024 — e lo ha vinto proprio in DeepMind. Che scelga di andarsene adesso dice qualcosa su dove si stanno spostando le ambizioni nell’intelligenza artificiale.

John Jumper Anthropic: il percorso dal Nobel all’AI for Science

John Michael Jumper è nato il 1° gennaio 1985 a Nashville, Tennessee. Dottorato all’Università di Chicago, è entrato in Google DeepMind nel 2017. Sei mesi dopo il suo arrivo, Demis Hassabis gli ha affidato la guida del progetto AlphaFold. All’epoca non era ancora chiaro cosa sarebbe diventato.

AlphaFold predice la struttura tridimensionale delle proteine a partire dalla loro sequenza aminoacidica. Determinare quella struttura era fino ad allora lavoro da anni, in laboratorio, con attrezzature costose e molte possibilità di fallire. AlphaFold lo fa in ore. Jumper e il suo team hanno mappato oltre 200 milioni di strutture proteiche e le hanno rese disponibili gratis: oggi più di 2 milioni di ricercatori in 190 paesi le usano per lavorare su malattie rare, farmaci, biologia evolutiva.

Il Nobel per la Chimica 2024 è andato a Jumper, a Hassabis e a David Baker — il chimico dell’Università di Washington che ha progettato proteine che non esistevano in natura. Era la prima volta che il comitato di Stoccolma premiava esplicitamente un sistema di intelligenza artificiale. Jumper aveva 39 anni: il più giovane Nobel per la chimica in oltre settant’anni.

Cosa farà in Anthropic? Il ruolo ufficiale non è stato comunicato. Jumper ha detto che si prenderà un periodo di pausa prima di iniziare. Ma il contesto è già abbastanza eloquente. Nel 2025 e nei primi mesi del 2026, Anthropic ha messo in piedi un’infrastruttura per la ricerca scientifica applicata: laboratori fisici, una divisione AI for Science, e a febbraio 2026 le partnership con l’Allen Institute for Brain Science e con il Howard Hughes Medical Institute — due delle organizzazioni scientifiche più serie degli Stati Uniti. Il 30 giugno 2026, Anthropic ha in programma un evento scientifico. Il tempismo non è probabilmente un caso.

Per le farmaceutiche, le biotech e i governi che trattano con Anthropic, avere un Nobel in organico cambia la conversazione. Non bastano i punteggi sui benchmark linguistici: c’è una differenza tra un’azienda che ottimizza modelli e una che può dire di avere tra i suoi ricercatori chi ha risolto il problema del ripiegamento proteico.

Nove anni a DeepMind: un’eredità difficile da misurare

Quasi un decennio in un’unica azienda, nel settore tecnologico del 2020, è una vita. Jumper non ha solo costruito un modello: ha trasformato AlphaFold in uno standard. Il modo in cui l’intelligenza artificiale viene usata per risolvere problemi biologici irrisolti da decenni è cambiato, e quella trasformazione porta il suo nome.

Nel messaggio d’addio, ha ringraziato Hassabis per “aver corso un vero rischio” affidandogli AlphaFold sei mesi dopo il suo dottorato. Ringraziare per il rischio, non per la fiducia, non è un dettaglio da poco. Vuol dire che anche lui, allora, sapeva quanto fosse una scommessa.

John Jumper Anthropic e il progetto di scienza dal principio

L’arrivo di John Jumper in Anthropic non è una mossa di marketing. Quello che Anthropic sta costruendo da diciotto mesi non assomiglia a un chatbot con un’interfaccia per biologi. Assomiglia a qualcosa di più ambizioso: un posto dove fare ricerca scientifica seria usando l’AI come strumento principale, non come strato sopra le cose.

Jumper è esattamente il tipo di persona che serve per farlo. Non perché sappia costruire modelli — quello lo sanno fare in molti. Ma perché sa costruire modelli che risolvono problemi che la scienza non riusciva a risolvere altrimenti. Ridefinire le domande, non solo rispondere a quelle già poste. È una competenza rara, e non si compra con un benchmark.

Come abbiamo raccontato, Anthropic era già tornata al centro della scena dopo gli otto giorni di blackout imposto da Washington su Fable 5 e Mythos 5. L’arrivo di Jumper aggiunge peso a quella storia.

La guerra dei talenti che i miliardi non fermano

Jumper non è il primo a lasciare Google nel 2026. Noam Shazeer — co-autore di Attention Is All You Need, il paper del 2017 che ha introdotto i transformer — era già passato a OpenAI settimane prima. Google gli aveva offerto un accordo di fidelizzazione da miliardi. Non era bastato.

Due addii nello stesso mese. Chi ha scritto l’architettura su cui gira quasi tutto, e chi ha vinto il Nobel usandola. Se il compenso non trattiene né l’uno né l’altro, il problema non è contrattuale.

Anthropic raccoglie con una storia diversa: sicurezza dell’AI come priorità strutturale, ricerca fondamentale come campo di lavoro reale, non come sezione del sito istituzionale. Che Jumper abbia scelto questo momento preciso — dopo il blackout, prima di un evento scientifico, senza ancora un titolo ufficiale — racconta qualcosa sul tipo di lavoro che intende fare.

Quale esattamente? Ancora non è detto. Ma quando il più giovane Nobel per la Chimica in settant’anni lascia l’azienda dove ha vinto quel premio, qualcuno da qualche parte sta per fare qualcosa che non esisteva prima.

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