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Polvere emostatica istantanea: sangue fermo in 1 secondo

Polvere emostatica istantanea: sangue fermo in 1 secondo

Un secondo. Il tempo di battere le palpebre due volte. In quell’intervallo una ferita che sanguina copiosamente può bloccarsi da sola, non grazie a un laccio emostatico o a punti di sutura, ma a una polvere emostatica istantanea che si trasforma in gel appena tocca il sangue. L’ha messa a punto un gruppo di ricercatori del KAIST, in Corea del Sud. Il campo di applicazione è quanto di più concreto esista: salvare vite nei primi secondi dopo un trauma, quelli in cui di solito non si può fare molto se non premere e aspettare.

Perché un secondo fa la differenza tra vivere e morire?

Nelle emorragie massive il tempo utile prima che la perdita di sangue diventi incompatibile con la sopravvivenza si misura in minuti. A volte meno. Garze compresse, lacci emostatici e polveri coagulanti già in commercio funzionano, ma quasi tutti richiedono pressione manuale prolungata e superfici relativamente regolari. Su una ferita profonda e irregolare, aperta da una scheggia o da un colpo d’arma, quel tempo spesso non c’è. E chi presta il primo soccorso — un commilitone, un passante, un familiare — di solito non ha né la calma né la formazione per applicare correttamente un laccio emostatico entro i primi novanta secondi, quelli che davvero contano.

Il team guidato dal professor Steve Park (Scienza dei Materiali) e dal professor Jeon Sang-yong (Scienze Biologiche) ha girato il problema dall’altra parte: invece di assorbire il sangue più in fretta, hanno progettato una polvere che reagisce chimicamente con esso nell’istante del contatto.

Come funziona la polvere emostatica istantanea AGCL

Il materiale si chiama AGCL ed è un mix di tre ingredienti, tutti di origine naturale. Alginato e gomma gellano, a contatto con gli ioni di calcio già presenti nel sangue, gelificano quasi subito e sigillano la ferita a livello fisico. Il chitosano, ricavato dai gusci di crostacei, si lega alle componenti del sangue e rinforza il coagulo a livello chimico, con un effetto antibatterico in più. Il risultato è una barriera che si forma in circa un secondo dal contatto e assorbe fino a 7,25 volte il proprio peso in sangue. Ecco perché regge anche nelle emorragie ad alta pressione, quelle in cui una garza normale viene spazzata via.

Una polvere emostatica istantanea può reggere anche in trincea?

Tra gli autori della ricerca c’è anche un maggiore dell’esercito coreano, e l’obiettivo dichiarato fin dall’inizio era proprio il campo di battaglia. Nei test di laboratorio l’AGCL ha mantenuto piena efficacia dopo mesi di conservazione in condizioni difficili: sbalzi di temperatura, umidità, urti. Durata stimata: fino a due anni a temperatura ambiente. Un emostatico che perde efficacia se lasciato in uno zaino sotto il sole non serve a nessuno — né in guerra né in montagna.

Nei test biologici la polvere ha mostrato una vitalità cellulare superiore al 99% e un’efficacia antibatterica del 99,9%: non danneggia i tessuti sani intorno alla ferita mentre lavora. Non è scontato. Diversi emostatici più aggressivi fermano il sangue, sì, ma lasciano danni da rimuovere chirurgicamente in un secondo momento, oppure innescano reazioni infiammatorie che rallentano proprio la guarigione che dovrebbero favorire.

Dal campo di battaglia all’ambulanza: dove potrebbe finire questa tecnologia

Il primo cliente immaginato è l’esercito, ma gli usi civili sembrano altrettanto naturali: ambulanze, pronto soccorso, kit di primo intervento nelle grandi catastrofi, dove i feriti sono più dei soccorritori disponibili e ogni secondo guadagnato su una persona è un secondo tolto a chi aspetta. Lo studio, pubblicato sulla rivista Advanced Functional Materials con il titolo “An Ionic Gelation Powder for Ultrafast Hemostasis and Accelerated Wound Healing”, descrive anche una fase successiva alla semplice emostasi: il gel formato dalla polvere resta in sede come una medicazione biocompatibile e accelera la guarigione della ferita.

Cosa resta da dimostrare

I risultati pubblicati finora arrivano da modelli animali e da test di laboratorio, non da sperimentazioni su larga scala sull’uomo. Il passaggio da “funziona su un animale in un secondo” a “funziona su un soldato ferito in condizioni di caos” è quello su cui inciampano spesso anche le invenzioni più promettenti in campo medico. Resta la combinazione insolita di ingredienti economici, reazione quasi istantanea e una conservazione di due anni senza perdita di efficacia. Abbastanza per far parlare ancora, mesi dopo il primo annuncio, di questa polvere emostatica istantanea nata in un laboratorio coreano.

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