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Polvere cosmica sulla Terra nasconde un asteroide

Polvere cosmica sulla Terra nasconde un asteroide

Ogni anno migliaia di tonnellate di polvere extraterrestre entrano nell’atmosfera e si depositano sulla superficie del pianeta. Quasi sempre senza che nessuno se ne accorga. Una parte di questa polvere cosmica sulla Terra, però, nasconde una firma chimica che non corrisponde a nessun asteroide conosciuto. Il cosmochimico Matthias Van Ginneken, dell’Università del Kent, ha isolato un lotto di minuscole sfere di roccia fusa — le “sferule cosmiche” — con una composizione che non trova riscontro in nessuna collezione di meteoriti al mondo.

Come può la polvere cosmica sulla Terra rivelare un asteroide che nessuno ha mai visto?

Le sferule cosmiche nascono quando un micrometeoroide, spesso non più grande di un granello di sabbia, entra nell’atmosfera a decine di chilometri al secondo. L’attrito lo scioglie in pochi secondi: diventa una gocciolina di roccia e metallo fusi, che si solidifica prima di toccare il suolo. Migliaia di questi grani vengono raccolti ogni anno, soprattutto nel ghiaccio antartico, dove restano incontaminati per millenni e non si mescolano con la polvere terrestre. Van Ginneken e il suo team ne hanno passati in rassegna centinaia, cercando nei rapporti tra isotopi dell’ossigeno un indizio sul tipo di asteroide da cui provengono. È un lavoro lento: ogni sferula misura meno di un millimetro, e va analizzata al microscopio elettronico un granello alla volta, prima di poter dire da dove viene davvero.

Circa il 10% dei campioni ha una composizione isotopica “anomala”: povera dell’isotopo ossigeno-16 rispetto a quasi tutti i meteoriti già catalogati. Un decimo della polvere cosmica sulla Terra, insomma, arriva da un corpo che nessuno ha mai osservato né toccato con mano. Era già successo con la cometa interstellare 3I/ATLAS, la cui chimica anomala — quantità di metano fuori scala per qualunque cometa del sistema solare — aveva già spiazzato gli astronomi.

Perché la polvere cosmica sulla Terra senza magnetite mette in crisi le collezioni di meteoriti?

Il dettaglio più strano riguarda un minerale quasi onnipresente nelle sferule cosmiche: la magnetite. Nel nuovo gruppo di campioni, battezzato SCumPo (dall’inglese sulfur-rich cumulate olivine, “olivina cumulitica ricca di zolfo”), la magnetite manca quasi del tutto. Al suo posto: cristalli di olivina disposti in strutture “cumulitiche”, segno di un raffreddamento lento dentro un corpo roccioso di dimensioni consistenti, e una quantità di zolfo fuori dal comune, descritta nello studio pubblicato su Science Advances.

Niente magnetite significa che il materiale si è formato in un ambiente chimicamente “riducente”, povero di ossigeno libero — compatibile con un corpo progenitore ricco di carbonio. Zolfo abbondante più chimica riducente: una combinazione che ricorda le condriti CY, tra le categorie di meteoriti meno rappresentate sulla Terra. Se ne conoscono poche manciate di esemplari in tutte le collezioni del mondo messe insieme, raccolti in decenni di spedizioni e conservati come pezzi rarissimi. Le sferule SCumPo, invece, arrivano a manciate ogni stagione — segno che il corpo di origine non è un episodio isolato, ma continua a rilasciare materiale con una certa regolarità.

Un asteroide che esiste solo nella polvere

Nessun meteorite recuperato finora combacia con la chimica delle sferule SCumPo. Il corpo celeste da cui provengono non ha un nome, un’orbita conosciuta, un posto in un museo. Eppure la sua polvere arriva regolarmente sulla Terra, mescolata a quella di migliaia di altri asteroidi. Per anni è passata inosservata perché nessuno aveva isolato questo specifico gruppo di sferule dal resto del campione.

Per Van Ginneken è la prova che il catalogo dei meteoriti conosciuti, per quanto vasto, non racconta tutta la storia del materiale che orbita vicino alla Terra. Esistono probabilmente altri asteroidi “silenziosi” — troppo piccoli o troppo scuri per i telescopi — che si rivelano solo attraverso i granelli di polvere lasciati cadere lungo la loro orbita. Alcuni potrebbero essere passati vicino al nostro pianeta decine di volte senza che nessun osservatorio se ne accorgesse.

Cosa resta da scoprire

Il team continuerà a confrontare le sferule SCumPo con altri campioni raccolti in Antartide, nella speranza di trovare prima o poi un frammento più grande — un vero meteorite — da collegare in modo definitivo a un corpo specifico del Sistema Solare. Per ora, l’unica traccia di quell’asteroide resta una manciata di sfere microscopiche, più piccole di un millimetro, sepolte nel ghiaccio da cui gli scienziati continuano a estrarle una a una.

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