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Perché si guida a sinistra in 75 paesi del mondo

Perché si guida a sinistra in 75 paesi del mondo

Alle 4:50 del mattino di domenica 3 settembre 1967, ogni veicolo ancora in strada in Svezia si è fermato, ha spento il motore e ha spostato la posizione sulla carreggiata. Alle 5:00 in punto, il traffico è ripartito dalla corsia opposta. In dieci minuti, un intero paese aveva cambiato lato di marcia. Quell’operazione, chiamata Dagen H, resta l’esempio più estremo di un problema che il mondo non ha mai risolto del tutto: perché si guida a sinistra in alcuni paesi e a destra in altri, e chi ha deciso la differenza.

Oggi sono 75 i paesi dove le auto tengono la sinistra, contro oltre 160 che tengono la destra. Ma la storia comincia molto prima delle automobili, con i cavalieri a cavallo e una spada appesa al fianco.

Perché si guida a sinistra? La colpa è di una spada

Nell’Europa medievale, la maggior parte delle persone era destrimane, e i cavalieri portavano la spada sul fianco sinistro per poterla sfoderare rapidamente con la mano destra. Camminare o cavalcare tenendo la sinistra della strada significava avere il lato armato rivolto verso chi arrivava in senso opposto, pronto a difendersi da un attacco improvviso. Per lo stesso motivo, montare a cavallo era più comodo dal lato sinistro dell’animale: un dettaglio che, secoli dopo, sarebbe rimasto nel gesto con cui ancora oggi si sale su una bicicletta.

Anche il Papa aveva un’opinione sul senso di marcia

La consuetudine si consolidò anche per ragioni pratiche di traffico. Durante il Giubileo del 1300, papa Bonifacio VIII avrebbe indicato ai pellegrini diretti a Roma di percorrere il lato sinistro dei ponti, per evitare ingorghi e scontri tra chi entrava e chi usciva dalla città. Per quasi cinque secoli, tenere la sinistra rimase l’abitudine dominante in gran parte del continente.

Chi ha deciso che si dovesse guidare a destra

Il cambiamento arrivò con la Rivoluzione francese. Secondo la ricostruzione di Focus, fu Robespierre a imporre nel 1792 la circolazione a destra, come rottura simbolica con l’”uso cristiano” di tenere la sinistra, associato all’aristocrazia e al clero. Napoleone, che era mancino, mantenne la scelta ed esportò la guida a destra in ogni territorio conquistato: dalla Spagna alla Germania occidentale, fino alla Polonia. Un dettaglio biografico che finisce per cambiare il modo in cui mezzo continente attraversa un incrocio, ancora oggi. I paesi che riuscirono a restare fuori dall’espansione napoleonica, come il Regno Unito, il Portogallo o l’Impero austro-ungarico, conservarono invece la sinistra.

Perché si guida a sinistra ancora oggi nel Regno Unito

Londra non fu mai occupata da Napoleone, quindi la guida a sinistra sopravvisse indisturbata sul suolo britannico. Con l’espansione dell’Impero coloniale nell’Ottocento, quell’abitudine viaggiò insieme alle amministrazioni coloniali: India, Australia, Sudafrica, Kenya, Giamaica e decine di altri territori adottarono lo stesso senso di marcia dei governatori britannici, e lo mantennero anche dopo l’indipendenza. Il Giappone fa eccezione interessante: non fu mai colonia britannica, ma negli anni 1870 ingegneri e consulenti inglesi costruirono le prime ferrovie del paese, imponendo lo standard della sinistra che poi si estese anche alle strade.

L’unico paese che ha invertito la rotta per convenienza

Non tutti i cambiamenti sono avvenuti secoli fa. Nel settembre 2009 Samoa ha fatto il percorso opposto rispetto alla Svezia, passando dalla destra alla sinistra. Non per un editto, non per una guerra napoleonica: il governo voleva permettere ai cittadini di importare auto usate, più economiche, dai vicini Australia e Nuova Zelanda, dove si guida a sinistra. È stato il primo paese al mondo a invertire il senso di marcia dopo oltre trent’anni. Il motivo, alla fine, era solo il prezzo di un’auto usata.

Il numero dei paesi racconta solo metà della storia. Anche se chi guida a sinistra è oggi in minoranza tra gli Stati, rappresenta comunque circa un terzo della popolazione mondiale: basta sommare l’India, l’Indonesia, il Regno Unito, il Giappone e l’Australia per arrivare a oltre due miliardi di persone abituate a tenere il volante sulla destra dell’abitacolo. È anche il motivo per cui le case automobilistiche continuano a produrre due versioni quasi identiche di ogni modello, con il volante specchiato da un lato all’altro della plancia.

Restano, in giro per il mondo, le tracce fisiche di quella divisione: ai confini tra paesi con sensi di marcia opposti, come tra Thailandia e Laos o tra Hong Kong e la Cina continentale, le strade si incrociano in svincoli costruiti apposta per far scambiare corsia ai veicoli in transito, in un rituale silenzioso che si ripete ogni giorno da oltre un secolo.

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